Sandali greci, V-II sec. a.C.
Tra le calzature più comuni vi erano i sandali.
Considerato che sono state rinvenute numerose varianti romane di questo tipo di calzatura, possiamo supporre che i Greci avessero esempi simili di uso comune.
I sandali greci non ostacolavano il movimento naturale del piede, avevano suole elastiche ed erano specificamente progettati per il piede destro e sinistro.
La comodità dei sandali era ottenuta grazie alla specifica disposizione delle strisce e dei passanti che compongono la tomaia. Le parti laterali della tomaia traforata si incrociavano, rinforzando l’articolazione della caviglia. A partire dal V secolo a.C., i passanti arrivarono fino a nove. Il laccio di chiusura principale passava attraverso questi passanti, circondando il polpaccio.
Alcuni tipi di sandali in pelle erano costosi, quindi le persone con mezzi limitati indossavano modelli più semplici o sandali con suola in legno.
Le suole dei sandali dei ricchi erano realizzate con più strati di pelle bovina e i cinturini superiori erano tinti in colori diversi, probabilmente ricavati da pelle di capra. Dalle opere letterarie antiche si sa che i ricchi cittadini di Atene, Alcibiade e Ificrate, furono influenti precursori della moda dei sandali.
Anche i Romani usarono scarpe di questo tipo. Dalle fonti iconografiche, sappiamo che oltre ai perones (scarpa molto usata anche in ambito greco), questo tipo di sandali, anche chiodati, furono usati prima della ben più famosa caliga, fino a circa il II sec. a.C.
Se stai rievocando un oplita greco, o un guerriero italico o romano fino al II sec. a.C., queste sono le scarpe che fanno per te.







