La borraccia in terracotta, anche conosciuta come “fiasca da pellegrino” – che si caratterizza per una forma del corpo tondeggiante ma dal profilo generalmente abbastanza stretto, dotata di un piccolo collo e spesso di piccole anse, da due a quattro – ha una storia molto lunga.

Fiasca nuragica da Posada (Sardegna), XII-IX sec. a.C. Tipologia di ispirazione vicino orientale (siriana e filistea), caratterizzata dalle 4 prese. In Sardegna questi recipienti sono noti anche in bronzo, la cui decorazione a “bardature ad intreccio” fanno ipotizzare che le fiasche in terracotta delle quali imitavano la forma fossero impagliate, sia per agevolarne il trasporto che per la conservazione del contenuto – che si suppone fosse vino.

L’origine della forma viene riconosciuta in prototipi di produzione orientale.  Già in ambito mesopotamico esistono infatti contenitori da viaggio per dissetarsi che mostrano la forma che, grosso modo, manterranno per oltre 2000 anni.

Fiasca del pellegrino da Ruinas (Sardegna), IX-VIII sec. a.C. Anche questa caratterizzata dalle quattro prese, questo particolare esemplare presenta una probabile traccia di scrittura. Per un approfondimento: http://maimoniblog.blogspot.com/2016/10/scrittura-metagrafica-e-scrittura.html

Diffusasi nel Mediterraneo occidentale – in Sardegna tra il XII e il IX sec. a.C., mentre nella Sicilia orientale tra la seconda metà dell’VIII sec. e il VI sec. a. C. – la fiasca da pellegrino attraversa pressoché tutte le epoche storiche e coinvolge tutta l’area del Mediterraneo.

Fiaschetta miniaturistica di Poggio Sommavilla (Collevecchio, valle del Tevere), VIII sec. a.C. Fiaschetta in miniatura utilizzata probabilmente come amuleto, di area falisco-veiente-capenate. Per un approfondimento: https://it.wikipedia.org/wiki/Fiaschetta_di_Poggio_Sommavilla

 

Fiaschetta apula, (Taranto, tomba a camera I di Viale Virgilio), terzo quarto del IV sec. a.C. Di forma lenticolare, in ceramica argentata decorata a rilievo con la protome di Artemis Bendis. La ceramica argentata, attestata soprattutto in ambiente canosino, dalla seconda metà del IV agli inizi del III sec. a.C. imita prototipi metallici. Per un approfondimento sulla ceramica argentata: https://journals.openedition.org/mefra/336?lang=es

In epoca romana vengono realizzate tipologie ben note dai reperti archeologici, prodotte principalmente in terra sigillata italica, ispanica e nelle numerose varianti della terra sigillata africana.

Fiasche da pellegrino in ceramica (Museo di Adria, RO). Insolita versione a vernice nera.

 

Fiasca di epoca romana imperiale con decorazione a rilievo (Izmir, Turchia).

Nel IV secolo d.C. si diffondono i pellegrinaggi di cristiani e con essi le fiasche da pellegrino legate ai santuari , tra cui risaltano particolarmente quelle a devozione dei martiri Mena e Tecla in Egitto.

Fiasca da pellegrino raffigurante San Menas proveniente dall’Egitto, ora conservata al Louvre, V-VII sec d.C.

Da allora le fiasche diventano anche una sorta di “souvenir” – o reliquiario – da riportare a casa come ricordo del pellegrinaggio.

Dopo la prima metà del XV secolo la fiasca da pellegrino divenne una tipologia frequente nel vasellame da mensa dei palazzi signorili. Vennero realizzate vere e proprie opere d’arte utilizzate principalmente per l’esposizione sulle credenze signorili.

La borraccia in terracotta di Res Bellica

La borraccia proposta, per la sua forma basica,  inadorna e priva di anse,  può essere considerata una tipologia generica confrontabile con i modelli noti tra la prima età del ferro e l’età imperiale romana: Fiaschetta di Poggio Sommavilla,  fiaschetta apula da Taranto, fiasche di Adria e fiasca da Izmir .

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