Elmo apulo-corinzio. Etruschi, Romani e significato simbolico

Apulo-Corinzio

Elmo apulo-corinzio. Etruschi, Romani e significato simbolico

Elmo apulo-corinzio. Etruschi, Romani e significato simbolico 732 626 Corrado Re

Questo articolo esplora il significato simbolico dell’elmo apulo corinzio.

Se invece stai cercando una panoramica generale sulla sua origine, caratteristiche e uso militare, puoi leggere qui:

👉 Elmo apulo-corinzio: origine, caratteristiche e uso nella guerra antica

Elmo apulo-corinzio. Quando il simbolo conta più della funzione

L’elmo denominato attualmente apulo corinzio, deve il suo nome al fatto di essere derivato dall’elmo corinzio, di cui riproduce l’aspetto ma non la funzionalità.

Era infatti destinato ad essere indossato sul capo senza coprire il volto.

In più, buona parte degli elmi noti sono stati rinvenuti nell’area dell’Italia meridionale storicamente occupata dalla popolazione apula, o nei suoi dintorni.

Apulia

La regione storica Apulia.

Si tratta perciò di un elmo tipicamente italico, non utilizzato al di fuori dalla penisola e, ad esempio, non utilizzato in Grecia, a quanto noto.

I reperti noti sono compresi quasi totalmente in una fase cronologica e geografica piuttosto ristretta, cioè la Magna Grecia tra VI e IV secolo a.C.

mappa apulo corinzio

Distribuzione degli elmi Apulo-Corinzi rinvenuti, da Paddock 1993.

L’elmo apulo-corinzio nel mondo etrusco

L’iconografia relativa, invece, ci dà conto di una sua diffusione ben maggiore. È infatti ampiamente diffuso nella scultura funeraria etrusca di III – II sec. a.C., spesso adorno di cresta centrale in crine e penne laterali, talvolta con cresta in crine trasversale, compare anche munito di paragnatidi.

Le raffigurazioni etrusche in genere rappresentano temi del mito greco, adottato in Etruria secoli prima: infatti il mito greco viene adottato in Etruria e fatto proprio, già prima dell’introduzione della scrittura, cioè attorno almeno all’VIII secolo (Belelli 2010).

apulo-corinzio Milano

Elmo apulo corinzio conservato al Museo Archeologico di Milano

I personaggi e gli eroi del mito vengono quindi rappresentati come guerrieri etruschi di alto rango.

D’altro canto l’elmo apulo-corinzio, nato probabilmente con lo scopo di materializzare l’iconografia delle divinità guerriere (Marte e Minerva) e degli eroi, sempre rappresentati con l’elmo corinzio alzato sul capo a scoprire il volto, era destinato per definizione ad individuare le massime cariche militari e i guerrieri di indubbio prestigio: i reperti provengono spesso da tombe di cavalieri (Diffendale 2007), così come nei bassorilievi etruschi sono indossati da eroi o cavalieri.

L’elmo apulo-corinzio in epoca romana

L’elmo apulo-corinzio compare poi nell’iconografia romana attorno alla fine del II sec. a.C., nell’Ara di Domizio Enobarbo.

Poi ancora probabilmente nel I sec. d. C., nell’affresco dell’addio di Ettore ad Andromaca, nella Domus Aurea, e da un rilievo di età flavia oggi a Villa Albani, sempre a Roma.
In questo caso l’elmo è indossato da un soldato con cingulum, balteus lorica segmentata, che da alcuni studiosi è identificato con un pretoriano.

L’elmo apulo-corinzio, o l’originario corinzio alzato sul capo a scoprire il volto, è sempre associato per lo meno nell’iconografia italica e molto spesso anche in quella greca ed ellenistica, a divinità o a cariche militari di alto rango.

Da sinistra a destra: Ara di Domizio Enobarbo, fine II sec. a.C. da Roma, oggi al Museo del Louvre, Parigi; Stanza di Ettore e Andromaca, Domus Aurea, Roma, I sec. d.C.; rilievo da Villa Albani, Roma, seconda metà I sec. d.C.

Dal periodo augusteo in poi prendono avvio diverse reinterpretazioni che, basandosi sempre sull’associazione tra elmo corinzio appoggiato sul capo e divinità-eroe, assemblano una forma che si richiama più o meno evidentemente all’elmo apulo corinzio a diverse decorazioni e sviluppi funzionali (paragnatidi, paranuca, maschere ecc.), come l’elmo di Autun.

Elmo di Autun

Elmo romano, ferro e bronzo dorato, I sec. a.C. – I sec. d.C. Museo Rolin, Autun, Francia.

Le reinterpretazioni proseguono con gli elmi denominati pseudo-corinzi in funzione del richiamo estetico all’elmo originario, probabilmente ininterrotte per diversi secoli, fino a giungere alla fine dell’età antica.

Sono numerose le raffigurazioni numismatiche di imperatori romani con elmo pseudo-corinzio.

La fortuna di queste reinterpretazioni prosegue fino al rinascimento.  E non è certamente sorprendente, dato che l’elmo corinzio è tuttora considerato un capolavoro di design ed estetica.

Da sinistra a destra: Elmo Pseudocorinzio da Hedderneim, II-III sec. d.C., Museo di Francoforte, Germania; Pannello d’avorio dalla Cattedra di Massimiano a Ravenna, VI secolo; Piatto in argento, arte bizantina, VII secolo, Metropolitan Museum of Art, New York,USA.

L’elmo apulo-corinzio. L’elmo degli eroi

L’elmo apulo-corinzio costituisce uno dei più marcatamente italici componenti delle panoplie dell’età antica. Ci è fortunatamente noto, grazie all’uso funerario dei popoli italici dell’Italia meridionale, fin dalla sua apparizione, probabilmente nel VI sec. a.C., dove è molto spesso associato in corredi di cavalieri o comunque di guerrieri dell’élite locale.

Fortemente associato all’iconografia eroico-guerriera italica, conobbe una duratura fortuna come elmo rappresentativo delle più alte cariche militari, in ambito italico, etrusco e romano.

Dal IV sec. a.C. in poi i mutati usi funerari ci permettono di seguirne la storia quasi esclusivamente tramite l’iconografia, principalmente etrusca (non a caso è talvolta denominato anche etrusco-corinzio) e romana, almeno fino al I sec. d.C.

Dal periodo augusteo in poi si sviluppano variazioni che ne trasformano ampiamente aspetto e funzionalità, mantenendo pur sempre l’associazione formale alla valenza eroico-guerriera del portatore.

Questa tipologia di elmo denota in modo pressoché costante colui che lo indossa come un guerriero di indiscusso valore, che sia eroe o dio nel mito, o condottiero nella vita terrena.

Borgognotta italiana del XVI secolo in acciaio dorato, Metropolitan Museum of Art

Borgognotta italiana del XVI secolo in acciaio dorato, Metropolitan Museum of Art, New York,USA.

Bibliografia
Bellelli, V. (2010), L’impatto del mito greco nell’Etruria orientalizzante: la documentazione ceramica, Bollettino di Archeologia on line I 2010/ Volume speciale C / C4 / 4  www.archeologia.beniculturali.it  https://bollettinodiarcheologiaonline.beniculturali.it/wp-content/uploads/2019/01/4_BELLELLI.pdf

Cascarino, G. (2018), Gli elmi dei romani. Dalle origini alla fine dell’Impero d’Occidente, Il Cerchio.

Diffendale, D. (2007), Italica, https://www.sas.upenn.edu/~dpd/italica/apcor/apcor.html

Paddock, J.M.; (1993), The bronze Italian helmet : the development of the Cassis from the last quarter of the sixth century B.C. to the third quarter of the first century A.D. Doctoral thesis , University of London.  https://discovery.ucl.ac.uk/id/eprint/1348999/

Elmo Apulo Corinzio, su Roma Victrix – clicca qui per visitare il sito.

Corrado Re

Corrado Re, archeologo, attivo nella divulgazione storica e nella ricerca indipendente. Dottore di ricerca in antropologia, con una tesi sull’Età del Bronzo; si è occupato di archeologia sperimentale ed esperienziale, ha collaborato con diversi parchi archeologici, anche per ricostruzioni al vero di strutture abitative. Sperimenta diverse forme comunicative per la divulgazione culturale: dagli allestimenti museali ai docufilm, dal Museum Theatre al Web-doc. Dal 2001 si occupa di rievocazione storica come ideatore e organizzatore/regista ed è il promotore del progetto De Bello Italico, dedicato alla rievocazione storica dell’Età del Ferro e dell’Età Romana Repubblicana, e del progetto Qvadragesima Tvrma, dedicato alla cavalleria nell’antichità.

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