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Ottobre 2022

Come sono fatti gli schinieri romani? (1) Il Principato 150 150 Mattia Caprioli

Come sono fatti gli schinieri romani? (1) Il Principato

Tra tutti i pezzi della panoplia del legionario romano, c’è un elemento, apparentemente meno importante di altri, che spesso viene trascurato dai rievocatori romani: gli schinieri.

Anche se spesso gli schinieri (ocreae in latino) sembrano essere appannaggio dei centurioni e simbolo di rango, in realtà questo vale soprattutto se parliamo degli schinieri decorati.

Infatti, anche se lo scudo oblungo da legionario protegge quasi tutto il corpo del soldato, lo stinco resta in realtà almeno parzialmente scoperto.

Anche se non sono rappresentati spesso, alcuni schinieri semplici e funzionali sono rappresentati, per esempio, nelle metope del Tropaeum Traiani, ad Adamklissi (Romania).

Come sono fatti questi schinieri romani?
Lo sappiamo dai reperti, datati principalmente al II sec.

Usualmente coprono bene la parte frontale della gamba, senza essere del tutto avvolgenti come quelli anatomici più antichi (in uso per esempio ancora nel III sec. a.C.).

La forma è comunque vagamente anatomica, più larga al polpaccio e più stretta verso il ginocchio e la caviglia.
L’allaccio dello schiniere è assicurato da un laccio, passante per degli anelli posti sui lati dello schiniere stesso.

Qui sotto troverai esempi di schinieri romani che trovi sul nostro sito: l’aggiunta perfetta al tuo equipaggiamento da legionario del Principato.

Clicca sulle immagini e sui link qui sotto per saperne di più.

Schinieri 

Schinieri (2)

Schinieri (ottone)

La lancia celtica nel III sec. a.C. 720 485 Mattia Caprioli

La lancia celtica nel III sec. a.C.

Uno degli elementi sicuramente più distintivi della panoplia celtica, senz’altro se parliamo del periodo dal III sec. a.C. in poi, è la lancia.

Ma ricostruire una lancia celtica è tutt’altro che ovvio: bisogna infatti conoscere alcune sue importanti caratteristiche e seguirne l’evoluzione, per ottenere il risultato storicamente più accurato e non creare qualcosa di approssimativo.

Vediamo insieme quali sono le caratteristiche per la ricostruzione storicamente accurata della lancia gallica, in particolare nel III sec. a.C.

La prima cosa da notare è, nel passaggio dal IV al III sec. a.C., è che la lankia (lancia) celtica appare diffusa ad ampio spettro in tutto il panorama militare gallico. Se nel IV sec. era infatti appannaggio dell’élite guerriera infatti, quale simbolo di status sociale (a imitazione delle panoplie mediterranee), nel III sec. a.C. è un’arma diffusa a ogni livello sociale.
Nelle tombe galliche del periodo a volte è addirittura l’unica arma offensiva presente.

Per una ricostruzione storicamente accurata, ricorda quindi che ogni membro del tuo gruppo dovrebbe averne una.

Oltre a essere più diffusa di prima (segno dell’introduzione massiccia di tattiche oplitiche e di formazioni anche di non professionisti della guerra), aumentano notevolmente anche le dimensioni generali della lankia, in particolare asta e cuspide.

Se nel IV sec., a imitazione della precedente dory greca ed etrusca, le lance galliche si attestavano intorno ai 250 cm di lunghezza, nel III sec. tale misura viene superata, in certi casi forse superando addirittura i 300 cm.

A tale allungamento dell’asta si accompagna anche un ingrandimento della cuspide.

La punta di lancia celtica del III sec. a.C. è infatti lunga variabilmente dai 45 ai 70 cm, con una robusta costolatura centrale – andando a superare le punte di lancia di già notevoli dimensioni del IV sec. a.C., che si attestavano usualmente tra i 40 e i 50 cm di lunghezza.

Clicca sull’immagine o clicca qui per saperne di più su questa punta di lancia.

Nei territori occidentali della keltiké, come Italia e Gallia, la punta di lancia ha usualmente un profilo piuttosto slanciato, a volte con la base della lama notevolmente più larga del resto – caratteristica che dona a molte punte di lancia celtica un caratteristico profilo “a pera”.

Clicca sull’immagine o clicca qui per saperne di più su questa punta di lancia.

Per la ricostruzione accurata della lancia celtica del III sec. a.C., non può ovviamente mancare il puntale.
Più di tutto il resto, questo piccolo ma fondamentale elemento è indice della trasformazione della lancia celtica e dell’arte della guerra presso i Galli.

Il puntale del III sec. a.C. infatti non solo non ha più un innesto a cannone, ma realizzato tramite un “chiodo”, ma perde qualunque caratteristica potenzialmente offensiva.
Si presenta infatti di forma usualmente troncoconica e non è acuminato: al contrario, la punta è smussata o, a volte, presenta addirittura un terminale sferico.
Ne risulta palesemente evidente come il puntale celtico del III sec. a.C., concepito per essere montato su lance utilizzate in formazioni “oplitiche”, sia stato pensato per non ferire i compagni nelle file posteriori della formazione.

Puntale di lancia celtico per il III sec. a.C. Clicca sull’immagine o clicca qui per saperne di più. 

Per ricapitolare: cosa ti serve per ricostruire in modo accurato una lankia gallica del III sec. a.C.?
Un’asta lunga almeno un paio di metri, una punta di lancia costolata lunga tra i 45 e i 70 cm, e un puntale smussato che si fissa inchiodandolo.

Punta di lancia e puntale te li possiamo fornire noi!
Clicca sulle immagini che hai visto sopra per saperne di più sulle nostre punte di lancia galliche.

Alla prossima!

Il tuo elmo da legionario è corretto? (2) II sec. d.C. 1030 966 Mattia Caprioli

Il tuo elmo da legionario è corretto? (2) II sec. d.C.

Caro rievocatore,

nell’articolo della settimana scorsa (se non lo hai visto, corri a rimediare!), abbiamo visto l’importanza di una ricostruzione storicamente accurata del legionario romano.

Continuare a mischiare pezzi del I e del II sec. d.C. è sbagliato, e farlo non farà altro che regalare una brutta impressione di te e del tuo gruppo.
Non basta dire, insomma, che rievochi il “periodo imperiale”.

Ma è un problema facilmente risolvibile, scegliendo il pezzo più accurato per le tue esigenze, per il preciso periodo storico che rievochi.

Nello scorso articolo, abbiamo visto ben 6 elmi adatti a diversi momenti del I sec. d.C.

Oggi invece vediamo 3 elmi che sono adatti al II sec. d.C.

1. Imperiale italico G – tipo Theilenhofen
Questo elmo è perfetto per un legionario della prima metà del II sec. d.C.
Con il suo rinforzo a croce sulla calotta, è il tipico elmo che avrebbe indossato un soldato del regno di Traiano (98-117) o del periodo di Adriano (117-138).

 

2. Elmo imperiale italico H
L’elmo imperiale italico H, datato al tardo II sec. d.C., è l’ultimo rappresentante degli elmi imperiali italici, estremamente protettivo e con tutte le caratteristiche principali portate all’estremo.

Questo tipo di elmo è particolarmente adatto se ricostruisci un legionario tra le guerre marcomanniche (167-189), il regno di Commodo (180-192) e il regno di Settimio Severo (193-211).

3. Imperiale italico H
No, non ci siamo sbagliati: è in effetti la stessa tipologia dell’elmo che ti abbiamo appena fatto vedere, ma questo tipo era storicamente realizzato interamente in bronzo (la nostra replica è in ottone). Inoltre, come vedi, anche la decorazione è sostanzialmente diversa.
Un elmo perfetto per la seconda metà e la fine del II sec. d.C.

Ora che sai quali sono gli elmi più adatti per ricostruire correttamente un legionario del II sec. d.C., non hai più scuse per adeguare il tuo equipaggiamento per essere storicamente accurato.

Troverai i nostro elmi cliccando sui link e sulle immagini che ti abbiamo mostrato poco fa.

Alla prossima!

Il tuo elmo da legionario è corretto? (1) I sec. d.C. 980 1030 Mattia Caprioli

Il tuo elmo da legionario è corretto? (1) I sec. d.C.

Caro rievocatore,

lo abbiamo detto anche altre volte: è facile dire “alto impero”, oppure “rievoco il periodo imperiale”.

Nella tua testa probabilmente è un periodo molto compatto, molto simile. La figura iconica (e diciamocelo, stereotipata) del legionario romano sembra sempre uguale…

Be’, è sbagliato!

Purtroppo questa mentalità sbagliata si riflette negativamente anche sul tuo equipaggiamento. Magari hai preso molti pezzi per ricostruire senza distinzione I e II secolo, ma non ti sei mai reso conto che stavi in realtà mischiando cose troppo diverse.

Con un equipaggiamento storicamente poco accurato, rischi di fare brutta figura, tu così come la tua legione (e penso che tu non voglia, giusto?).

Questa enorme confusione nell’equipaggiamento si riflette molto spesso sugli elmi.

Tu che elmo hai? E’ corretto?…e ne sei sicuro?

Oggi vediamo insieme sei elmi che sicuramente vanno bene per il I sec. (ma fai attenzione al periodo! Non preoccuparti, ti aiutiamo noi)

Leggi anche Come scegliere l’elmo imperiale giusto?

1. Imperiale gallico B
Un elmo senz’altro adatto al tardo periodo augusteo e al regno di Tiberio (14-37 d.C.)

 

2. Imperiale gallico D

Questo elmo è parzialmente coevo a quello precedente, anche questo senz’altro utilizzabile se si ricostruisce il regno di Tiberio (ma non il periodo augusteo!).

Elmo imperiale gallico tipo D

3. Imperiale gallico H

Forse l’elmo da legionario per antonomasia, insieme al G (è praticamente identico), che però andrebbe sicuramente limitato. Infatti è datato alla metà del I sec. d.C.
L’ideale se si rievoca il periodo di Nerone e il decennio subito successivo.

4. Imperiale italico C

Un elmo più o meno coevo con il gallico H, ma che è stato possibile datare in maniera molto precisa almeno al 69 d.C.
Esemplari di questo elmo furono trovati in diverse località nei pressi di Cremona, luogo di ben due battaglie durante l’anno dei quattro imperatori.
Un ottimo elmo per ricostruire l’ultima parte del regno di Nerone e quello di Vespasiano.

 

5. Imperiale italico D

Questo elmo (forse uno dei più belli e decorati per il I sec. d.C.) è stato datato alla seconda metà del I sec.
Anche se forse qualcuno di questi elmi sarà stato usato accanto all’Italico C, questo è senz’altro un elmo perfetto per ricostruire un legionario di Vespasiano, Tito e Domiziano.

Elmo imperiale italico D

E infine…

6. Elmo Auxilia tipo B

Un elmo molto più semplice e senza fronzoli rispetto agli altri, coevo agli italici C e D. Usualmente si pensa fosse usato dalla fanteria ausiliaria.
Perché te lo segnaliamo?
Semplice: perché nulla in realtà vieta che fosse indossato da un legionario romano.

Il tuo elmo è uno di questi? O almeno è coerente con il periodo che intendi ricostruire?

O hai scoperto che devi fare qualche correzione e prendere un elmo nuovo?

Quale che sia il caso, tutti gli elmi che hai visto sopra sono acquistabili sul nostro sito: clicca sui link e sulle immagini per ogni elmo, e acquista l’elmo più adatto a te!

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Nel prossimo articolo, parleremo di alcuni elmi adatti invece al II sec. d.C., per cui non perdertelo. Alla prossima settimana!